VERONICA PACCAGNELLA, LA SUA “DIVERSITA'” FA IL PIENO DI MEDAGLIE AD ABU DABHI.

Veronica Paccagnella agli Special Olympics di Abu Dhabi fa sognare l’Italia. La “farfalla guerriera” con sindrome di Down torna carica di medaglie

Quest’anno ad Abu Dabhi gli atleti italiani agli Special Olympics sono stati tanti, ma ad attirare l’attenzione più di tutti è stata Veronica Paccagnella, 16 anni della provincia di Padova, affetta da sindrome di Down, che ha vinto la medaglia d’argento nel volteggio e quella di bronzo in 3 specialità: all around, trave e corpo libero.

Veronica parte da Albignasego per vincere gli Special Olympics ad Abu Dabhi 

Lo sport è stato fin da piccola la sua più grande passione, e la sindrome di Down non ha potuto ostacolarla: prima con il nuoto, poi l’atletica leggera e, infine, due anni fa ha cominciato il suo percorso nella ginnastica artistica, e le medaglie sembrano darle ragione!

meeeLa palestra della Blukippe di Albignasego è dove si allena insieme a un team Special Olympics e dove, dopo solo una lezione, ha capito di poter offrire a questo sport molto.

“Durante gli allenamenti si lavora molto, ma si ride e si scherza insieme e se qualcuno è in difficoltà sono sempre pronta a dare una mano”.
Gli Special Olympics, ovunque nel mondo e ad ogni livello (locale, nazionale ed internazionale), rappresentano prima di tutto un programma educativo, che propone ed organizza allenamenti ed eventi solo per persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità.

La lotta contro la leucemia di Veronica

Questi successi non sarebbero stati possibile se prima ancora Veronica non avesse vinto una battaglia ancora più importante: nel 2004-2005 ha combattuto contro la leucemia mieloide acuta.

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La storia di Veronica è lunga, nonostante la sua giovane età: le sue lotte, sulla pista e fuori, fanno di lei una campionessa che merita attenzione, rispetto e un’atleta per la quale fare il tifo!

Che atleta incredibile Veronica, però lasciatemi dire una cosa…

E veramente devo dirlo: che atleta incredibile!

Ora però lasciatemi dire una cosa: i tornei per persone con disabilità riscuotono meno successo di qualsiasi sfida tra ‘normodotati’ (uffa queste definizioni…). Le squadre e gli atleti con patologie invalidanti hanno meno pubblico, meno copertura mediatica, meno finanziamenti, più luoghi comuni e stipendi spesso inesistenti.

Non dico che questo sia sbagliato: l’adrenalina non è logica, e il tifo verso competizioni che appaiono meno avvincenti ai più non può essere imposto dal ‘pensiero moralmente buono’. Chi non si sente coinvolto nelle performances atletiche di Veronica non deve essere tacciato di insensibilità. Veronica è una sportiva, una campionessa nel suo sport, ma questo non obbliga nessuno a darle per forza attenzione, attenzione che diventerebbe in tal modo caritatevole più che sincera.

A un’atleta che combatte a questo modo va tutta la sincerità e il rispetto dei quali siamo capaci!

La ginnasta Veronica Paccagnella, BlukippeLe sfide di questo tipo, come possiamo capire anche dalla storia di Veronica, sono prima di tutto sfide che gli atleti impegnano contro sè stessi, sfide che io ritengo molto più importanti e difficili delle comuni manifestazioni atletiche coperte dai giornali e dalle televisioni.

Per questo motivo sono anche più difficili da apprezzare: è più impegnativo immedesimarsi in campioni che hanno superato ostacoli che vanno ben oltre il record fisico. E’ più impegnativo fare il tifo per atleti che combattono dove noi avremmo già perso.

Questi non sono sport per tutti, ma qualcosa potete fare

Se non riuscite ad apprezzare questi atleti come i vostri campioni preferiti di calcio (per esempio), non fingete! Però qualcosa potete comunque fare:

come dicevo i finanziamenti per queste manifestazioni sono limitati, spesso gli atleti e le loro famiglie devono cercare da soli i fondi per partecipare alle trasferte, e questi sono gli atleti che ci rappresentano nel mondo!!!!!! 

Se volete CLICCATE QUI, leggerete la storia completa di Veronica, le sue parole, e soprattutto potrete finanziare privatamente il suo talento attraverso la piattaforma “io adotto un campione“.

Voglio diventare grande e raggiungere sempre nuovi obiettivi, a misura dei miei piccoli passi. Un giorno alla volta, ma con la determinazione di sempre, certa dell’amore delle persone che mi circondano e che ogni giorno fanno in modo che la mia vita sia luminosa e felice.”

Cosa aspettate??????

Simone Maffioletti

 

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