MARTINA CAIRONI, CAMPIONESSA PARALIMPICA, POSITIVA ALL’ANTIDOPING: “MI SERVE PER LA CICATRIZZAZIONE”

Martina Caironi, classe 1989, di Bergamo, campionessa paralimpica sui 100 ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016 e argento nel salto in lungo nell’edizione brasiliana, pluriprimatista mondiale e 5 titoli mondiali. E’ stata trovata positiva al doping e immediatamente sospesa dalla seconda Sezione del Tna su richiesta della Procura nazionale antidoping.

Avrebbe dovuto gareggiare ai mondiali paralimpici di atletica di Dubai in rappresentanza delle Fiamme Gialle, è però risultata positiva alla sostanza ‘Clostebol Metabolita‘ all’analisi del primo campione al controllo fuori competizione effettuato dal Comitato Controlli Antidoping di Nado Italia il 17 ottobre scorso a Bologna.

MARTINA CAIRONI DICHIARA DI USARE LA SOSTANZA A FINI MEDICI

4322.0.1006289935-0022-kZBI-U350874809528BGI-528x329@Gazzetta-Web_528x329“(…) dichiaro di essere a conoscenza della sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto. Tale crema veniva da me acquistata nel gennaio 2019 dopo tre mesi di sofferenza per ulcera all’apice del moncone. Si tratta di una ferita aperta che nessun farmaco è riuscito a richiudere e nemmeno il non utilizzo delle protesi da cammino e da corsa, con evidenti disagi importanti. In gennaio chiedo al medico federale la possibilità di usare questa crema e mi viene detto che deve essere usata in modo locale e a piccole dosi e che non è necessario il TUE per le quantità troppo basse. Faccio il test antidoping a luglio che risulta negativo. Da quel momento la ferita si apre altre due volte, ma in maniera meno grave e quindi ritengo di poter continuare in piccole dosi in quanto sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione, tanto è vero che all’ultimo controllo antidoping di ottobre ho dichiarato tale sostanza. Mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una definitiva cura per la mia ulcera“.

IL DOPING NELLO SPORT PARALIMPICO

Il caso di Martina Caironi, della quale resto tifoso e spero che riesca a dimostrare la sua versione, riapre un problema spinoso: i paratleti sono per condizione molte volte costretti a fare un uso ad ampio spettro di medicinali. Spesso questa loro condizione trova un ostacolo in regolamentazioni anti-doping che rimangono immobili nel tempo, non venendo aggiornate sulle composizioni degli ultimi ritrovati medici necessari alle diverse patologie.

Se venisse invece dimostrata la colpevolezza di Martina, allora bisogna essere chiari, come sempre lo siamo stati su questo blog: il doping è inaccettabile, gli atleti che ne fanno uso vanno ostacolati e indicati come parte del problema. Mi fa ancora più dispiacere venire a sapere di certe condotte nelle discipline paratletiche, perchè è in queste ultime che io spesso trovo i miei campioni.

#SimoneMaffioletti 

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