ALIMENTAZIONE: FAKE NEWS E DIETE IN INTERNET? 6 INDIZI PER SMASCHERARLE SECONDO DARIO BRESSANINI

Dario Bressanini e Lucilla Titta sono intervenuti insieme al Festival della Mente di Sarzana, 2019, con una conferenza congiunta: “Diete di oggi e di domani. Come sopravvivere alle bufale?”. Ecco i 6 consigli per riconoscere le diete e i consigli sull’alimentazione da non credere.

tWq_vc8BPassiamo subito al tema del giorno, senza ulteriori indugi: ecco i più importanti consigli di Dario Bressanini su come riconoscere le fake news sull’alimentazione e le false diete in internet:

  1. LE FONTI DEVONO ESSERE RINTRACCIABILI: negli articoli che propongono diete o consigli specifici sull’alimentazione non basta dire che “le fonti” lo affermano, o “gli studi” lo confermano. Le fonti, da dove sono esattamente prese quelle informazioni, vanno dichiarate e devono essere reperibili dal lettore (anche meglio con un link diretto all’istituto di ricerca interessato). Il più delle volte le vere ‘fonti’ sono altri articoli, che a loro volta derivano da altri articoli, che spesso vanno a finire a ritroso fino (guarda un po’) a pubblicità di un prodotto o a giornali fake (spesso, quando si va a cercare il nome dei ricercatori o delle università che hanno fatto le ricerche, questi non esistono e ci sono anche pagine che indicano il ‘pesce d’aprile’).
  2. NON CREDIAMO ALLE NOVITA’ TROPPO SOSPETTE: cibi, bevande o menù molto alla moda devono essere per prima cosa venduti a più persone possibile. Il pubblico che guarda alla dieta o alla nutrizione salutista (più che ‘salutare’) può essere convinto con nuove e spettacolari notizie su cibi che fino a ieri si credevano buoni ma nocivi. Ma ecco che “…un nuovo studio scopre che sono anche salutari!”. Per evitare di credere a queste bufale basta un po’ di ragione: anche se c’è scritto che uno studio lo ha appena scoperto, cibi notoriamente nocivi o composti di schifezze non possono essere salutari e adatti a una alimentazione sana. Usiamo la testa!
  3. IL TEST SUI TOPI NON E’ APPLICABILE ALL’UOMO: se andiamo a spulciare le notizie, una altissima percentuale di studi ripresi da internet riportano scoperte fatte su test sui topi. E’ importante sapere che, se questa è la dicitura, il test sul topo non può da solo avere conseguenze sull’uomo. I topi hanno un metabolismo e un’organismo, per quanto riguarda l’assimilazione dei nutrienti, incompatibile con quello dell’uomo. La scoperta su un cibo applicato a test sui topi (che poi non viene estesa all’organismo umano) non ha alcuna rilevanza sulle conoscenze riguardanti l’uomo.
  4. NUMERI TROPPO ALTI SONO SOSPETTI: quando una ‘ricerca’ ha esaminato numeri abnormi di intervistati o pazienti siamo di fronte a una comunità talmente vasta di persone che è praticamente possibile desumere qualsiasi dato si voglia. Questo dipende dal fatto che un troppo elevato numero di intervistati obbliga i ‘ricercatori’ a tacere troppi parametri e particolarità che renderebbero la ricerca più solida (e diversa) ma troppo lunga.
  5. ATTENTI ALLE CORRELAZIONI SPURIE: di parametri che diminuiscono e crescono lungo il tempo ce ne sono milioni. Tra questi milioni molti si somigliano, ma non per questo sono collegati: sono semplici casualità. E’ stato accostato il tasso di divorzio nello stato del Maine e il consumo di margarina durante gli stessi anni: vanno di pari passo, sembrano descrivere un fenomeno comune, e un buon oratore potrebbe convincere di questo il suo pubblico. E’ una semplice coincidenza, stessa cosa che accade in centinaia di notizie che parlano della correlazione tra cibi specifici e patologie… state molto attenti!
  6. ATTENTI ALLE RICERCHE A NOME DI…: le ricerche mediche vengono fatte da laboratori, collaboratori, università e centri di ricerca finanziati da privati o fondi pubblici, hanno poi un nome di capofila, come il ricercatore più anziano o titolato, ma il merito non va mai tutto a lui personalmente. Ecco perciò che se una dieta o una scoperta prende il nome di una sola persona (“metodo Caio”, “dieta Sempronio”), è molto probabile che dietro non ci sia alcuno studio approfondito, ma solo un raggruppamento di convinzioni non comprovate. A questo si aggiunge che la comunità scientifica è veramente molto ampia, e l’ipotesi che un singolo studioso si alzi la mattina con un’idea totalmente diversa e rivoluzionaria lascia molti (ma proprio molti) sospetti.

Potrebbe interessarti: le 10 bufale sulla dieta che hai di sicuro già incontrato!

Queste erano le principali raccomandazioni di Dario Bressanini e ora, se avete un po’ di tempo libero, guardatevi anche il video:

#SimoneMaffioletti

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